La TBW Acqua totale è composta da fluidi Intracellulari ICW e fluidi Extracellulari ECW.
La percentuale di TBW generalmente risulta essere inferiore nei soggetti obesi rispetto ai soggetti normopeso anche se la distribuzione può rivelarsi moderatamente alterata.

Diversi studi scientifici evidenziano che i soggetti obesi sia adulti che pediatrici possono avere un valore di ECW% superiore rispetto ai soggetti normopeso poiché una percentuale di ECW è contenuta all’interno delle cellule adipose. Si ipotizza che tale condizione possa essere causata dalle diverse risposte ormonali legate al tessuto adiposo FM. L’obesità può essere associata anche ad un’alterazione della regolazione dei fluidi che potrebbe causare nei soggetti obesi cambiamenti irreversibili sia nell’emodinamica e nella regolazione dei fluidi stessi.   (Attraverso la valutazione del Fluid Graph è possibile valutare l’eventuale stato di ritenzione idrica)

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L’ipotesi…
L’aumento della ECW% è uno dei principali fattori che ruotano attorno a tale teoria.
Durante il deficit calorico, l’adipocita viene svuotato dei trigliceridi che vengono sostituiti temporaneamente dai fluidi (questo perché l’adipocita tende a mantenere il proprio volume).

Le cellule adipocite non si restringono velocemente e potrebbe non verificarsi una riduzione immediata del peso corporeo proprio a causa dell’assorbimento di acqua che va a compensare il grasso effettivamente eliminato.
Proseguendo il regime nutrizionale, improvvisamente l’adipocita tende a svuotarsi e a rilasciare i fluidi manifestando anche dal punto di vista estetico il dimagrimento. Tale fenomeno è stato denominato “Whooshing”.
Di conseguenza in molti soggetti il tessuto adiposo potrebbe anche cambiare la propria consistenza diventando al tatto più “morbido” rispetto alla condizione iniziale.
Parallelamente alla variazione della consistenza è possibile percepire al tatto anche anche la variazione di temperatura della cute che può risultare più “calda” proprio per via della migliore circolazione del sangue.
Il “whooshing” può avere una durata variabile da alcuni giorni fino a circa 2 settimane a seconda del soggetto, del piano nutrizionale e dello stile di vita.

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Quindi, nella realtà, il soggetto potrebbe costantemente ridurre i grassi durante tutto il periodo anche se a livello estetico il dimagrimento potrebbe essere evidente solo dopo lo svuotamento delle cellule adipocite.
Pertanto la ritenzione idrica è la condizione che potenzialmente nasconde l’effettiva perdita di massa grassa FM. In particolare le donne che soffrono più frequentemente di ritenzione idrica possono essere soggette maggiormente a tale fenomeno.

(Minnesota Experiment)
Soggetti sottoposti ad un regime ipocalorico hanno evidenziato una riduzione costante della FM anche quando il loro peso non stava cambiando perché la perdita di grasso veniva fisiologicamente sostituita dai fluidi corporei.
Tale dimagrimento è diventato evidente solo una volta che l’acqua in eccesso è stata espulsa generando improvvisamente una rapida perdita peso.

Il regime ipocalorico ha effettivamente ridotto sistematicamente il grasso corporeo, ma la diminuzione del peso corporeo totale è stata spesso contro-bilanciata da un aumento della ritenzione idrica.

Aumentare l’effetto “whooshing”
Tuttavia seppur strano è stato evidenziato che durante il programma nutrizionale (su soggetti che praticano attività fisica) l’inserimento di un refeed di carboidrati (pasto con > 2000 Kcal) senza l’introduzione eccessiva di bevande, può indurre una rapida perdita di peso, le cui variazioni a livello di compartimenti sono visualizzabili anche attraverso un esame della composizione corporea. Una forte restrizione calorica può causare ritenzione e una perdita di peso non lineare (The Minnesota Experiment).

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Attraverso l’esame B.I.A. eseguito con analizzatori professionali sensibili alla fase (BIA-Dex®) durante le fasi di dimagrimento è possibile notare prima un aumento della FM poi una significativa riduzione. Tale fenomeno viene generato dall’eventuale squilibrio idrico e dall’alterato rapporto  ECW/ICW.

Pertanto durante la riduzione o il mantenimento del peso corporeo le variazioni della FM potrebbero non essere particolarmente significative e spesso è rilevabile un rapporto ECW/ICW elevato (valori 0,8 -1,1 o superiori).
L’aumento di ECW può riflettere anche una maggiore vascolarizzazione del tessuto adiposo sottocutaneo ed è spesso presente anche nei soggetti con sindrome metabolica e/o con l’aumento della sensibilità insulinica. Tale aspetto suggerisce che la perdita di peso e il conseguente miglioramento della sensibilità all’insulina possono riflettere anche il livello di idratazione del grasso sottocutaneo e viscerale.

Tale ipotesi trova riscontro osservando la risposta ormonale nelle diete fortemente ipocaloriche a volte abbinate anche ad intensa attività fisica. Spesso tale condizione viene percepita dall’organismo come un notevole stress a cui il corpo reagisce innalzando permanentemente il livello di cortisolo. Alcuni studi evidenziano una corrispondenza tra la restrizione calorica e l’aumento del cortisolo il quale se prolungato nel tempo può causare elevati livelli di ritenzione idrica.

Durante le varie fasi del dimagrimento sarebbe opportuno valutare attraverso un’analisi della composizione corporea:

  • Fluid Graph e BCM Graph
  • Angolo di Fase
  • BCM Massa cellulare
  • Rapporto ECW/ICW
  • ECW%
  • FM Massa grassa
  • FMI

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Bibliografia
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– The role for adipose tissue in weight regain after weight loss – P S MacLean, J A Higgins, E D Giles, V D Sherk, and M R Jackman Obes Rev. 2015 Feb
– The ultimate Diet 2.0 – Lyle McDonald
– The Biology of Human Starvation: Volume I-II – Ancel Keys, Josef Brozek, Austin Henschel
– Adipocyte extracellular matrix composition, dynamics and role in obesity – Edwin C. M. Mariman and Ping Wang – Cell Mol Life Sci. 2010 Apr
– Adipose tissue remodeling and obesity – Kai Sun,Christine M. Kusminski, and Philipp E. Scherer – The journal of clinical investigation
– Increased extracellular water compartment, relative to intracellular water compartment, after weight reduction – Wouter D. Van Marken Lichtenbelt, Mikael Fogelholm – Journal of Applied Physiology July 1999

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