Spesso nell’analisi della composizione corporea il professionista si trova a dover discriminare diverse tipologie di soggetti obesi tra cui l’individuo obeso metabolicamente sano MHO e quello metabolicamente “non sano” MUH. La categoria MHO comprende individui obesi che non presentano malattie metaboliche come diabete mellito di tipo 2, dislipidemia o ipertensione….
Sebbene i dati pubblicati non siano del tutto chiari, sembra emergere la tendenza che l’MHO sia solo una fase transitoria nel percorso verso la resistenza all’insulina e la sindrome metabolica.

Anche un BMI > 30 kg / m2 definisce un soggetto obeso, in realtà esso offre una visione incompleta della questione, infatti è noto che non solo i soggetti obesi sono a rischio ma anche quelli in sovrappeso possono essere ad alto rischio di malattie cardiovascolari.

Pertanto è impossibile basare la stratificazione del rischio solo su una scala di stima relativa al peso e all’altezza di un individuo. L’obesità e il sovrappeso sono entrambe condizioni croniche che sono il risultato di uno squilibrio energetico nel tempo. La causa di questo squilibrio energetico può essere una combinazione di diversi fattori che variano da persona a persona, inclusi i comportamenti individuali, i fattori ambientali e la genetica.

OBESO metabolicamente sano (MHO)

  

Anche se finora non è stata stabilita nessuna definizione di individuo “metabolicamente sano”, i ricercatori spesso definiscono i soggetti con obesità sana metabolica (MHO) quelli non affetti da sindrome metabolica, insulino-resistenza, o, più raramente privi di adiposità addominale o con un’elevata idoneità cardiorespiratoria.
Tuttavia tale tipologia di obesità con assenza di fattori di rischio metabolici ha suscitato molto interesse.
Alcuni studi sostengono che uno specifico sottogruppo di individui obesi è resistente alle complicazioni metaboliche come l’ipertensione arteriosa, l’insulino-resistenza, etc e dati recenti provenienti da studi trasversali supportano l’idea che l’MHO sia accompagnato da uno stato infiammatorio di minore entità rispetto al soggetto obeso metabolicamente “non sano”. Tuttavia, le persone con MHO presentano una mortalità più elevata rispetto agli individui metabolicamente sani di peso normale.

Tra le differenze che discriminano un obeso MHO rispetto ai relativi non sani citiamo:

– Valori di PA Angolo di fase superiori
– Valori di BCM massa cellulare superiori con migliori caratteristiche muscolari
– Valori ECM/BCM inferiori
– Valori di SMI Elevati
– livello di forma fisica generale superiore
– Normale sensibilità insulinica
– Valori glicemici normali
– Lieve rischio cardiovascolare
– Differenza nel metabolismo del tessuto adiposo
– Trigliceridi bassi/nella norma
– Basso livello infiammatorio
– Valori di adiponectina elevati
– Valori apolipoproteina B bassi

Tuttavia l’obesità metabolica sana MHO è stata associata a esiti vascolari intermedi quali:
– Aumento del calcio dell’arteria coronaria
– Aumento dello spessore intima-media IMT della parete carotidea
– Diminuzione della dilatazione flusso-mediata FMD
– Aumento della massa ventricolare sinistra

Chang et al. JACC – 2014, Khan et al. Atherosclerosis, 2011, Lind et al. ATVB 31 2011, Park et al. J Hypertens 29, 2011

OBESO metabolicamente non sano (MUH)

  

– Valori di PA Angolo di fase inferiori
– Valori di BCM massa cellulare inferiori con peggiori caratteristiche muscolari
– Valori ECM/BCM superiori
– Valori di SMI inferiori
– Livello di forma fisica generale ridotta
– Iperinsulinemia
– Insulinoresistenza
– Diabete
– Dislipidemia
– Infiammazione
– Elevato rischio cardiovascolare

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La classificazione MH-MU “metabolicamente sano/non sano” può essere proposta anche per i soggetti con un BMI normale:

Soggetto normopeso metabolicamente sano  

– Valori di Pha Angolo di fase normali/superiori
– Valori di BCM massa cellulare superiori con migliori caratteristiche muscolari
– Valori di SMI Elevati maschi
– livello di forma fisica generale superiore
– Livelli di FMI (indice di massa grassa) inferiori/nella norma
– Normale sensibilità insulinica
– Valori glicemici normali
– Basso rischio cardiovascolare

 

 

Soggetto normopeso metabolicamente a rischio  

– Valori di Pha Angolo di fase inferiori
– Valori di BCM massa cellulare inferiori con peggiori caratteristiche muscolari
– Valori ECM/BCM superiori
– Valori di SMI maschi inferiori
– Infiammazione e/o stanchezza cronica
– livello di forma fisica generale ridotta
– Grasso addominale
– Insulino resistenza
– Diabete
– Dislipidemia
– Elevato rischio cardiovascolare

 

Salute metabolica: presenza di ≤ 1 anomalie cardiometaboliche

Anomalie cardiometaboliche considerate:
1. Obesità addominale: circonferenza della vita> 88 cm
2. Trigliceridi elevati: trigliceridi a digiuno> 1,69 mmol / l
3. HDL diminuito: colesterolo HDL <1,29 mmol / L
4. Pressione sanguigna elevata: SBP> 130 mm Hg, DBP> 85 mm Hg, o uso di antipertensivi
5. Glucosio elevato: glicemia a digiuno ≥ 6,1 mmol / l

Anche se l’eterogeneità dello stato metabolico tra individui all’interno della stessa categoria di BMI richiede necessariamente un consenso sulla definizione di “salute metabolica”, tuttavia si evidenzia che:

– Gli individui obesi metabolicamente sani sono a maggior rischio di eventi cardiovascolari e patologie avverse a lungo termine, rispetto agli individui con peso normale metabolicamente sano.

– Gli individui obesi metabolicamente sani possono essere a maggior rischio di sviluppare una malattia subclinica vascolare,  diabete di tipo 2 e/o ipertensione rispetto agli individui con peso normale metabolicamente sani.

– L’obesità metabolicamente sana MHO può essere una condizione transitoria tale che, nel tempo, gli individui possano passare dall’obesità metabolicamente sana all’obesità metabolicamente non sana con relative conseguenze.

 

Dal punto di vista nutrizionale, numerosi studi hanno dimostrato che l’Angolo di fase PA ha una relazione lineare con la salute cellulare. È un indice sensibile della BCM massa cellulare, del rapporto ECM/BCM e dell’integrità elettrica delle membrane cellulari vitali. È un parametro non invasivo molto utile per predire lo stato nutrizionale e la distribuzione dei fluidi negli spazi extra ed intra-cellulari sia in condizioni di salute che di malattia.
Unitamente alla BCM, ECM/BCM, ICW può essere di aiuto al professionista per identificare i vari sottogruppi di soggetti con BMI normale o elevato.

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Bibliografia:

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C. M. Phillips, “Metabolically healthy obesity: definitions, determinants and clinical implications,” Reviews in Endocrine & Metabolic Disorders, vol. 14, 2013

A. D. Karelis, V. Messier, M. Brochu, and R. Rabasa-Lhoret, “Metabolically healthy but obese women: effect of an energy-restricted diet,” Diabetologia, vol. 51, 2008

C. L. Jennings, E. V. Lambert, M. Collins, Y. Joffe, N. S. Levitt, and J. H. Goedecke, “Determinants of insulin-resistant phenotypes in normalweight and obese Black African women,” Obesity (Silver Spring), vol. 16  2008

A. D. Karelis, M. Brochu, and R. Rabasa-Lhoret, “Can we identify metabolically healthy but obese individuals (MHO)?” Diabetes & Metabolism, vol. 30, 2004

P. J. Touboul, M. G. Hennerici, S. Meairs et al., “Mannheim carotid intima-media thickness and plaque consensus (2004-2006-2011). An update on behalf of the advisory board of the 3rd, 4th and 5th watching the risk symposia, at the 13th, 15th and 20th European Stroke Conferences, Mannheim, Germany, 2004, Brussels, Belgium, 2006, and Hamburg, Germany, 2011,” Cerebrovascular Diseases, vol. 34, 2012

W. T. Friedewald, R. I. Levy, and D. S. Fredrickson, “Estimation of the concentration of low-density lipoprotein cholesterol in plasma, without use of the preparative ultracentrifuge,” Clinical Chemestry, vol. 18, 1972

 

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