Le membrane cellulari sono simili a film sottili costituiti da proteine e lipidi. Hanno una struttura estremamente mobile e dinamica ed agiscono come dei “custodi” della cellula, controllando l’accesso di ioni inorganici, nutrienti, fluidi corporei, composti biologici, farmaci e l’uscita dei prodotti di scarto.

In generale, un passaggio dei Fluidi Extracellulari ECW (ECF) verso quelli intracellulari ICW (ICF) suggerisce processi anabolici e un migliore stato nutrizionale. Al contrario, l’eventuale spostamento dei fluidi corporei verso l’ECW suggerisce un peggioramento dello stato fisico del soggetto.

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In condizioni fisiologiche, la concentrazione media di tutte le sostanze osmoticamente attive nei Fluidi Extracellulari ECW è di 290 mmol / kg H2O, e questa rimane in equilibrio con l’ICW. L’eventuale variazione di concentrazione di tali sostanze in uno dei compartimenti fluidi crea un gradiente di pressione osmotica e il conseguente movimento dei fluidi tra i compartimenti.

Tra i vari fattori coinvolti nello spostamento dei fluidi corporei possiamo citare: gli elettroliti, la funzionalità mitocondriale, i livelli degli acidi grassi essenziali, gli stati infiammatori, le tossine, etc.

Ad esempio gli elettroliti Sodio, Potassio e Magnesio forniscono gran parte delle sostanze osmoticamente attive dell’ECW e dell’ICW. Il Sodio è il principale elettrolita dell’ECW mentre il Potassio è l’elettrolita primario dell’ICW.
Il magnesio è il minerale responsabile dell’attivazione del pompaggio degli elettroliti all’interno e all’esterno della cellula. Un’eventuale carenza di potassio o di Magnesio può causare una perdita di ICW mentre un eccesso di Sodio può causare un aumento della ECW.

Per quanto riguarda i mitocondri, essi rappresentano la “centrale” della cellula e forniscono energia al resto dell’organismo. Un eventuale danno ossidativo e/o un apporto nutrizionale indadeguato possono causare un’alterazione della funzionalità mitocondriale nonchè uno spostamento dei fluidi corporei dall’Intra verso l’extra  (ICW → ECW). Anche lo stress ossidativo o elevati livelli di glucosio possono danneggiare le membrane cellulari e compromettere l’efficienza del trasporto attivo. L’infiammazione, come ad esempio quella causata da un trauma oppure dalla tossicità o dall’insufficienza di nutrienti, può contribuire ad un aumento dei fluidi extracellulari ECW.

Analogamente anche uno stato di lieve intossicazione può favorire l’aumento di ECW, condizione spesso presente nei soggetti affetti da malattie cardiovascolari. Inoltre, considerando che l’integrità delle membrane cellulari può dipendere anche dal contenuto di lipidi, bassi livelli di acidi grassi essenziali o elevati livelli di grassi trans possono alterare lo stato della membrana e la relativa distribuzione dei fluidi corporei.
L’aumento dei fluidi extracellulari solitamente è presente anche negli stati patologici (patologie autoimmuni, tumorali, etc.) i quali spesso sono associati a catabolismo tissutale e a notevoli variazioni nei fluidi corporei.
Intolleranze o allergie a particolari alimenti o sostanze possono aumentare il livello generale di istamina, causando di conseguenza uno spostamento dei fluidi dall’interno all’esterno della cellula.

Per valutare le variazioni dei fluidi corporei e il loro spostamento  da ECW → ICW o da ICW → ECW è fondamentale conoscere la composizione corporea del soggetto (Fluid Graph e BCM graph – esame BIA) al fine di verificare i reali cambiamenti qualitativi e quantitativi.

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L’analisi BIA può essere eseguita con accuratezza ogni 4-5 settimane mediante un dispositivo sensibile alla Fase (BIA-Dex®) ed elaborata con l’ausilio del software per l’analisi della composizione corporea Keys Comp.

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